Hazanavicius: the Artist

VOTO: 8,5
E’ pieno di cinema questo fantastico “the Artist” di Michel Hazanavicius, si potrebbe definirlo un suo personale omaggio al fastoso mondo del muto e a quello del suo più moderno e rumoroso erede.
Racconta la storia di George Valentin, un divo del muto (Jean Dujardin) la cui sfavillante carriera viene distrutta dall’avvento del sonoro, sullo sfondo una storia d’amore con la comparsa Peppy Miller (Bérénice Béjo) che invece diventerà una grande diva del nuovo cinema.
Un omaggio reso attraverso l’ormai sorpassato formato rigorosamente in 4:3 ed un bianco e nero incredibilmente somigliante alle pellicole degli anni 20 e 30. Il sonoro è ovviamente (quasi) sempre assente e lascia il posto ad un convincente commento musicale. La vita dei personaggi fuori dal set è rappresentata come nello stile degli anni ’30/’40.
Numerose e raffinate le trovate: a partire dalla scena dell’incubo di Valentin, caratterizzato da assordanti rumori concreti oppure le geniali sovrapposizioni di immagini durante le riprese di un film muto.
Una miniera di citazioni per gli amanti del classico cinema hollywoodiano (da “Viale del tramonto” ai film musicali con Fred Astaire e Ginger Rogers) e dei suoi miti, un melò raffinato e divertente per tutti quelli che avranno la fortuna di vederlo nelle sale.
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