Music

September 27, 2011

Abbado incanta, che emozioni con il giardiniere della musica

Emilia Campagna

Arriva Abbado a Bolzano ed è subito trionfo: impossibile non esultare, emozionarsi, applaudire più forte che si può tra un brano e l’altro e al termine del concerto all’Auditorium di Bolzano. Tutto esaurito (da tempo), Orchestra Mozart schierata, la Sinfonia “Grande” di Schubert, Maria Joao Pires al pianoforte nei due concerti di Mozart (K 466 e K 595), il Maestro sul podio.

Applaudire, emozionarsi, esultare; anche all’inizio, a concerto non ancora iniziato: perché Abbado ha uno speciale carisma, un modo di incedere di un’eleganza che magnetizza lo sguardo e ci fa pensare alle virtù delle Lezioni Americane di Calvino. Leggerezza, esattezza, molteplicità. L’esattezza per quella misura che lo fa riservato e quasi schivo nell’accogliere l’applauso, che lo pone di fronte all’orchestra a salutare e ringraziare i “suoi” musicisti, con un rispetto e un’umiltà che valgono da sole l’emozione di un’intera sera. E l’esattezza soprattutto nella qualità del gesto con cui guida l’orchestra, piegata davvero al volere di una mano, tramite per l’intelligenza e la passione: mente e cuore nell’esecuzione di Abbado, alchimia di lucido cesellatore e appassionato cantore. Leggerezza e molteplicità, poi, in quel rendere trasparente il discorso musicale, nel portare alla luce le minute pieghe del discorso, i dettagli, rendendo tutto chiaro, evidente, appagante.

Ogni concerto di Abbado, oggi, è un concerto speciale. Inutile negare che anche il dato umano abbia il suo peso, di fronte alla generosità e allo slancio di un uomo di 78 anni che ha lottato contro una malattia terribile, e crede entusiasticamente nella musica e nel lavoro con i giovani. Un uomo che è, fondamentalmente, un lucido, irresistibile e visionario ottimista, capace di chiedere un cachet di 90000 alberi al Comune di Milano per tornare a dirigere alla Scala. Quelli, miopi, non capirono la straordinaria occasione di fare una cosa così grande e così semplice allo stesso tempo. E Abbado ha continuato a credere nei suoi progetti, e a mettere la sua sorprendente energia là dove vale davvero la pena di metterla.

L’Orchestra Mozart è uno di questi: ospite a Bolzano tre giorni dopo la “prima” di Bologna (e registrata da Deutsche Grammophon che pubblicherà in cd i Concerti di Mozart, mentre la Sinfonia “Grande” di Schubert sarà trasmessa da Radio3 Rai), tra qualche giorno se ne va a Vienna per il debutto fuori dai confini nazionali. E’ un’orchestra giovane, carica di entusiasmo e di voglia di fare, e il rapporto privilegiato con un uomo dello spessore di Abbado si vede e si sente.

La musica sgorga, vivificata, il pubblico silenziosissimo ascolta, esplode l’applauso.

A pensarci, la descrizione più bella e completa del suo modo di intendere e fare la musica, l’ha data lo stesso Abbado: “sono un giardiniere”, ha detto. Un giardiniere della musica, davvero: ma, aggiungiamo noi, della specie che ha attenzione per ogni singolo petalo.

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