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October 9, 2018

11 years cool_schrank: intervista al graphic designer Daniele Zanoni

Verena Spechtenhauser

Esattamente 11 anni fa, il 27 settembre del 2007, nasceva a Bolzano il magazine free press cool_schrank. Un’avventura editoriale durata 2 anni, un hub creativo per parlare – su carta – di moda, design, arte e contemporaneità, uno spazio di osservazione del mondo da portare in Alto Adige e dell’Alto Adige da portare (o almeno provarci) nel mondo.

cool_schrank è stato un po’ il “prequel” di franzmagazine, il primo fondamentale punto d’incontro tra personalità creative locals e non locals, che insieme hanno ragionato su carta prima e su web poi, dando vita alla piattaforma sulla quale vi trovate in questo momento. E allora, noi della redazione di franzmagazine, infinitamente grati a quel primo progetto  che ci ha visto nascere come entità editoriale, che ci ha insegnato le basi del nostro lavoro (imparate, facendo…) e che ci ha fatto muovere i primi passi in un’esplorazione fuori dagli schemi della nostra terra, abbiamo deciso di celebrare questo compleanno intervistando – 11 anni dopo (perché 11 e non 10? Non c’è un perché, 11 ci sembrava un bel numero, tondo e incisivo!) - quelle persone che insieme a noi si sono tuffate senza salvagente in quella folle, bella, stimolante impresa che si chiamava cool_schrank. Persone creative, visionarie e sopratutto coraggiose. 11 domande ciascuno, 1 macchina del tempo che va avanti e indietro e 1 ricordo prezioso per tutti noi, che sicuramente ci accompagnerà almeno per altri 11 anni. 

Eccoci con Daniele Zanoni, che ha lavorato fin dalla prima ora, all’aspetto visivo di cool_schrank. 

Ciao Daniele! Dicci chi sei, cosa facevi 11 anni fa e qual era il tuo ruolo nella rivista.

Sono un graphic designer. Nativo di Bolzano da un incrocio trentino-pugliese e trapiantato a Bologna. Se penso a undici anni fa, ricordo  il periodo degli ultimi esami all’Università (a Bolzano) e le prime esperienze lavorative fatte prima di laurearmi. Tra queste, anche cool_schrank. Una piacevole collaborazione partita con l’incontro con Anna Quinz. Io mi occupavo principalmente dell’impaginazione della rivista.

Cosa invece fai ora, undici anni dopo?

Oltre a lavorare nel campo tecnologico e cosmetico come graphic designer, più genericamente sono un creativo attivo nell’ambito della comunicazione visiva, e mi concentro anche su progetti orientati al marketing e la comunicazione digitale.

Qual è stato il progetto che ti ha entusiasmato di più in questo decennio? Uno fatto da te e uno fatto da altri che ti ha fatto pensare “vorrei averlo pensato io”.

Di recente mi è rimasto impresso un bellissimo lavoro e cioè la nuova ciclopedonale di Limone sul Garda, che lascia un forte e spettacolare impatto visivo.

Tornando invece al “progetto fatto da me”: seppur chiaramente fattibile, personalmente mi suona un po’ strano. Riconosco che sono ormai abituato a lavorare in gruppo a progetti ambiziosi e impegnativi dove ovviamente conviene unire più menti e mani, per ottenere riscontri e risultati migliori. Il successo dei lavori si raggiunge anche grazie al contributo del collettivo.

Infine, al posto di “vorrei averlo pensato io” direi “vorrei averlo creato io”. Penso, in generale, alle opere d’arte. Trovo molto stimolante modellare un prodotto prima abbozzato, poi eseguito lungo tutto il suo percorso.

Tra 11 anni invece dove ti vedi? Realisticamente e nel migliore dei mondi possibili?

Per me è un po’ un’incognita. Le sorprese sono infinite e, dato che la tecnologia continua ad avanzare e rinnovarsi, nascono sempre nuovi mestieri. Professioni che ieri esistevano e domani non ci saranno più. Mi ritroverò a fare lavori sempre più digital e magari una vettura volante, non sarà più un’utopia. Per ora costa “solo” € 300.000. La seconda opzione: condurre una vita spensierata, aprendo un b&b. Magari al mare.

Continuando a giocare alla macchina del tempo, pensa a te 11 anni prima di cool_schrank. Cosa volevi fare “da grande”? Ci sei riuscito? Se si o se no, se potessi ricominciare da zero, in quale altra carriera ti vedresti bene?

L’architetto. Se tornassi indietro, mi sarei indirizzato verso il textile design, un lavoro altrettanto interessante. 

Da cosa o da chi ti fai ispirare nel tuo lavoro?

Penso sia importante essere curiosi e guardare cosa ci ruota intorno. Dai piccoli elementi, dai dettagli, nascono idee. Considerare poi le potenzialità e concretizzarle.

Qual è il tuo mantra? In che modo affronti una scelta importante?

Coraggio. Tenacia.

Come ricarichi le batterie dopo una giornata pesante?

Senza dubbio una buona attività fisica e dopo la doccia si è al top! Ideale per scaricare la tensione giornaliera. In alternativa, una buona birra.

Qual è stata la lezione più bella che hai portato a casa da cool_schrank?

Scoprire e provare (sulla pelle) quanto lavoro c’è dietro una rivista. Non dimentico anche i photoshooting. 

Dà un consiglio spassionato a chi sogna di buttarsi nel tuo mondo.

Penso che, in primis, bisogna essere fermamente convinti nelle proprie scelte, anche rischiando. 
Tentare non nuoce e mal che vada, prenderla come esperienza. L’importante è crederci.

Giocando con il nome di cool_schrank, svelaci qual’è la cosa che non manca mai nel tuo armadio e quella che invece non manca mia nel tuo frigorifero.

Nel mio armadio non manca nulla. Piuttosto nella mia scarpiera non possono non esserci le sneakers Converse. In quanto al frigo, la birra artigianale e le barrette di cioccolata per ogni occasione, ospiti e amici.

 

Foto: Daniele Zanoni

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