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January 31, 2018

Andreas Hapkemeyer racconta il suo “Glücksversprechen”

Mauro Sp

Andreas Hapkemeyer, docente di lettere e storia dell’arte, e divulgatore racconta il suo “Glücksversprechen”, libro d’arte illustrato e manoscritto, che raccoglie pensieri e citazioni.

Un libro d’artista intitolato “Glücksversprechen”, promesse di felicità. Un buon auspicio, in questi tempi non propriamente rosei…

Quando sentiamo parlare di felicità nessuno rimane indifferente. Il titolo si riferisce a una frase scritta da Stendhal: “La bellezza è una promessa di felicità”. Esistono tante diverse promesse di felicità: nell’amore, nella filosofia, nella pubblicità e nel consumo. Infelicità e delusione rappresentano il rovescio della medaglia.

Nei testi scelti e nella tensione delle illustrazioni il suo lavoro trova una vibrante attualità…

Nel mio libro sono riscontrabili due movimenti: uno per così dire romantico, che vede gli europei del nord guardare al mondo mediterraneo come a una specie di terra felice; l’altro invece vede i migranti che dal sud del mondo sono alla disperata alla ricerca di pace, sicurezza e un certo benessere.  

Andreas Hapkemeyer

Come definirebbe il suo libro, che coniuga disegni e testi manoscritti?

È un libro d’artista nel senso che l’insieme di testi e disegni è stato pensato sin dal primo momento come libro. Ma definirei poetico il modo di ragionare che sta alla base dell’impresa.
 
A quale pubblico intende rivolgersi con questa pubblicazione?

L’ho pubblicato con la casa editrice Ritter di Klagenfurt (Austria), specializzata in forme di letteratura sperimentale e libri d’arte. Prodotti ibridi come il mio fanno sempre un po’ fatica a trovare un pubblico. Il problema è che gli amanti della letteratura rischiano di sentirsi disturbati dalla presenza di elementi visuali, mentre per chi ama l’arte rischia di esserci troppo testo. Devo sperare di raggiungere un pubblico aperto, disposto a muoversi fra due forme estetiche solitamente separate e ad accettare l’originalità di un opera basata sul principio della citazione.

Andreas Hapkemeyer

L’impiego della citazione non rischia di sminuire il ruolo dell’autore?

La situazione è complessa. Quasi tutti i testi e tutte le immagini provengono da libri, giornali, riviste e internet. Il mio contributo è la trasposizione in forma di disegno di questi materiali trovati e la loro composizione. Sono il disegno a matita e il principio del calco che uniscono a livello formale questi materiali di per sé eterogenei. In un certo senso, poi, il mio procedimento può essere paragonato a quello di un redattore. Ma c’è anche un’affinità con chi lavora con il collage o con la fotografia, cioè con materiali e immagini trovati.

Andreas Hapkemeter, Glücksversprechen, Ritter Verlag , Klagenfurt 2017.

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