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December 1, 2017

TFF: “L’ora più buia”, un irresistibile Churchill e il peso della Storia

Cristina Vezzaro

Sono i primi giorni del maggio 1940, l’avanzata di Hitler sembra inarrestabile, dopo aver conquistato Polonia, Cecoslovacchia, Danimarca e Norvegia stanno per capitolare anche Belgio, Olanda e Francia.

L’Inghilterra, “lontana” dal conflitto ma con soldati presenti in campo, deve decidere cosa fare. Neville Chamberlain, il primo ministro conservatore, perde consensi. La sua posizione accomodante nei confronti di Hitler incontra la resistenza dell’opposizione.

La caduta di Chamberlain, malato di cancro, apre un’opportunità alla salita al potere di un uomo che invece l’opposizione approva per il suo polso duro nel condannare la dittatura tedesca. Ancora inviso ai suoi, e persino a Giorgio VI, che a lui preferirebbe il Ministro degli Affari Esteri Halifax, altrettanto accomodante e possibilista nei confronti di Hitler, Winston Churchill trova il consenso necessario per diventare primo ministro.

La posizione difficile delle truppe inglesi in Francia (40.000 uomini a Calais, 300.000 a Dunkerque) destinate a capitolare; la certezza di un’avanzata tedesca irresistibile; la proposta degli italiani di agevolare un accordo di pace; la pressione del partito e di gran parte del parlamento fanno riconsiderare a Churchill la possibilità di cedere e trovare un accordo. Ma le convinzioni politiche di una vita e un genio intuitivo, che solo certi grandi statisti e strateghi hanno, gli fanno trovare una soluzione per uscire dall’impasse immediata di una disfatta su suolo francese: è il famoso episodio delle imbarcazioni civili che attraversano la Manica per facilitare l’evacuazione dei soldati inglesi bloccati a Dunkerque (celebrata in diversi film ma di cui parlano anche romanzi recenti, ad esempio La strada tra noi dell’inglese Nigel Farndale). L’entrata in guerra dell’Inghilterra porterà, cinque anni più tardi, alla sconfitta dei nazisti e alla vittoria dei valori democratici contro le dittature.

Joe Wright (acclamato regista di Orgoglio e pregiudizio e Espiazione) ha di certo la capacità di scegliere grandi protagonisti: non passerà inosservata la magistrale recitazione di Gary Oldman, che veste con grande credibilità i panni di un Churchill notoriamente burbero, esplosivo, irremovibile, irresistibile, e che nella versione inglese ne ricalca esattamente il tono di voce e le pause, come dimostrano le registrazioni radiofoniche e le intercettazioni telefoniche che si alternano alla recitazione. Altrettanto notevole la presenza di Kristin Scott Thomas nei panni della moglie, che come bene illustra un altro film a lui dedicato e intitolato semplicemente Churchill, fu una figura di grande forza e sostegno per lo statista.

Una menzione va infine fatta per le musiche di Dario Marianelli, forse in odore di un altro premio Oscar. 

Lodi quindi a un film che riesce a ritrarre senza troppi fronzoli hollywoodiani quei momenti in cui la Storia è in mano alle persone e l’esitazione di chi bene conosce il peso della Storia.

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