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August 2, 2017

Ciliegie: parole d’autore con Sven Sachsalber

Mauro Sp
Parole, immagini, sensazioni si susseguono le une dopo le altre. Artista chiama artista, come ciliegia segue a ciliegia.

Sven Sachsalber mangia un fungo velenoso. Sven Sachsalber cerca uccide una volpe. Sven Sachsalber cerca un ago in un pagliaio a rischio di pungersi. Sven Sachsalber mi manda delle immagini di serpenti, la mail che accompagna queste immagini ha come oggetto “Immagini (materiali di ricerca)”. Che stia pensando di cimentarsi con questi temibili rettili? Non saprei, tuttavia, a dispetto di quanto faccia Sven, credo sia più cauto di quanto appaia…

La prima domanda te la pone Leander Schwazer, che mi ha suggerito di intervistarti:

Sven, was hältst du von dem offenen Brief der Künstlerin Hannah Black, in dem sie fordert ein Bild aus der diesjährigen Whitney Biennial in New York zu entfernen: Hättest du diesen Brief unterzeichnet? 

Ich habe den ganzen Auflauf nur am Rande mitbekommen, weil mich Bekannte darauf aufmerksam gemacht haben. Ich hätte den Brief nicht unterzeichnet. Es geht ja immerhin um Kunst und nicht um Leben oder Tod einer Mutter mit vier kleinen Kindern auf einer Intensivstation im Krankenhaus. Plus finde ich dass Hannah Black eine fade Künstlerin ist.

Quando ti ho contattato, spiegandoti le regole di questa serie di interviste, mi hai scritto “Ma gli artisti da suggerire devono essere per forza altoatesini? Ke pallen”. Quali limiti caratterizzano e di che “malattie” pensi soffra la produzione artistica di questa provincia?

Se un aspirante calciatore avesse l’ambizione di giocare in Serie A, non gli consiglierei di allenarsi con l’ FC Suedtirol. Gli suggerirei piuttosto di prendere un appartamento a Napoli e di giocare a calcetto… Penso che sia così anche con l’arte. Non si può quindi parlare di limiti e “malattie”, ma di fatti. Credo che invece si possa parlare di “malattia” e anche di ignoranza (Dummheit) nel caso della copertura che faranno al bassorilievo di Mussolini di Hans Piffrader a Bolzano. Sono d’accordo con Vittorio Sgarbi. Sono soldi Buttati!!!

Sven Sachsalber

Non è raro che gli altoatesini considerino la loro terra “l’ombelico del mondo”. In che cosa, effettivamente, l’Alto Adige è un posto invidiabile?

Gli altoatesini considerano la loro terra terra santa. L’ombelico del mondo è una canzone di Lorenzo Jovanotti. Terra santa perché c’è così tanta acqua, il vero e unico patrimonio della provincia, e ce ne sarà anche nel futuro. Poi, se mi servono soldi per progetti, spesso la Provincia o i collezionisti locali mi aiutano e questo lo apprezzo molto. L’Alto Adige per me è come una Sugar Mama.

Tra i tuoi lavori, almeno nel web, la ricerca di un ago in un pagliaio gode di una fama grandiosa, tanto da rendere difficile trovare altre notizie che ti riguardino. Quando un’opera diventa troppo ingombrante per un’artista?

Quel lavoro mi ha portato particolare fortuna, anche se forse rimarrò marchiato per tutta la vità come “l’artista che cercava l’ago nel pagliaio”. Meglio quello che niente. Le performance, in generale, sono diventate per me delle opere ingombranti, per questo le evito e preferisco dedicarmi a forme artistiche più classiche e tradizionali. Non sono più tanto convinto della performance come disciplina artistica, meglio andare al circo e fare il pagliaccio. Ho anche problemi se guardo le nuove forme di arte contemporanee, che sono come quelle discipline sportive inventate sperando di renderle sport olimpici. Per fare un esempio un po’ più astratto, credo e spero che lo yoga non diventi mai una disciplina olimpica, anche se al momento sembra la cosa più assoluta, importante e sana della società occidentale.

Ispirato dalla performance in cui hai mangiato un’amanita muscaria, fungo tanto attraente quanto velenoso, ti chiedo: che rapporto hai con la tentazione e la proibizione?

Alcuni serpenti sono belli da vedere, però sono mortali. Le tentazioni sono continue. Ti faccio un esempio: vai in un bar, ti siedi al banco e ti attacca bottone una come Nicole Minetti. Appena le dici che sei un artista, immediatamente, lei ti vuole portare in bagno per farti un pompino… Sai che è velenosa e ha tutti gli strumenti per distruggerti, ma poi rischi di finire come il protagonista de “I dolori del giovane Werther” di Goethe.

sven sachsalber

Spiegare, descrivere, illustrare un tuo lavoro al pubblico lo consideri un aspetto della tua professione, un fallimento o un’occasione di confronto?

Quando riesco, cerco sempre di piazzare un’altra persona a parlare del mio lavoro.

Quale artista nato e/o vivente in Alto Adige mi consiglieresti di intervistare?

Peter #kompripiotr# Holzknecht.

Cosa gli chiederesti?

Che cosa pensi tu di questo articolo e dei commenti di Sgarbi riguardo la copertura del bassorilievo di Mussolini a Bolzano?

Foto: Sven Sachsalber

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