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November 29, 2016

70 anni di Südtiroler Künstlerbund: il racconto di Helga von Aufschnaiter

Mauro Sp

L’unione degli artisti sudtirolesi, il Südtiroler Künstlerbund festeggia quest’anno i settant’anni dalla sua costituzione. In occasione di una curiosa asta che si è svolta venerdì sera nella sede di via Weggenstein, incontriamo Helga von Aufschnaiter, presidentessa dell’associazione.

Settant’anni di Südtiroler Künstlerbund, cosa racconta la vostra storia?

La nostra associazione è nata nel 1946, con l’intenzione di riunire, dopo il fascismo, non solo pittori e scultori, ma anche letterati e compositori musicali. Non si trattava, a dire il vero, di una vera e propria associazione, ma di un gruppo di artisti che si trovava informalmente ogni mese al ristorante dell’albergo Posta. Gli artisti coinvolti riuscirono anche ad organizzare alcune mostre e nell’autunno del ’46, sotto la presidenza di Albert Stolz, allestirono un’esposizione delle loro opere al Museo Civico di Bolzano. L’edificio era ancora pesantemente danneggiato in seguito ai bombardamenti dell’ultimo conflitto, e, a causa del freddo di quegli ambienti il presidente si ammalò di polmonite, morendone.
L’associazione restò priva di una struttura per decenni, fino alla fine del ’900, quando ottenemmo un ufficio al Walther Haus appena costruito. Cominciammo da allora ad avere anche una segretaria che si occupava delle questioni di ordinaria amministrazione di questo gruppo di artisti ormai abbastanza  numeroso. Ci siamo quindi trasferiti nell’attuale sede di via Weggenstein, trovando spazio per aprire la galleria Prisma e un ufficio. Siamo così riusciti a dotarci di una struttura funzionale alle esigenze di un’associazione che, riunendo pittori e scultori, compositori e letterati, è unica in Europa.

Cosa contraddistingue la vostra attività in questi ultimi anni?

Non siamo un’associazione ricca, anche se la Provincia e la Fondazione della Cassa di risparmio contribuiscono alle nostre attività. Tuttavia, grazie a collaborazioni con altre realtà, siamo in grado di dare vita ad iniziative più grandi di noi, come ad esempio è stata la mostra Giardino – Garten organizzata alla Hofburg di Bressanone. Una mostra questa che ha avuto un grandissimo successo, ed è stata caratterizzata dal fatto di non avere un curatore, e di vedere esposte opere di ben 164 artisti.
Collaboriamo poi con varie realtà locali, e in questi ultimissimi anni ci stiamo allargando anche all’estero, convinti che gli artisti altoatesini siano di ottima qualità e meritevoli di essere conosciuti fuori dalla provincia. Per fare ciò abbiamo adottato un meccanismo di collaborazione e scambio con realtà straniere, che ci permette di offrire lo spazio della galleria Prisma in cambio di spazi espositivi analoghi in altri paesi. Quest’anno, ad esempio, siamo stati a Mosca, al Museo Statale di Architettura A. V. Ščusev, riscuotendo un grande successo. La stessa mostra, verrà poi riproposta a febbraio del 2017 all’ambasciata italiana a Vienna.

C’è interesse da parte dei giovani per l’attività della vostra associazione?

Abbiamo moltissime domande di iscrizione da parte di giovani che hanno terminato il loro ciclo di studi. L’aiuto che diamo loro consiste nell’offrire occasioni di visibilità e di consulenza riguardo l’ottenimento di finanziamenti. In questo siamo anche aiutati dal crescente interesse da parte delle banche per il mondo dell’arte.

Nell’ambito del settantesimo della vostra associazione, venerdì sera si è svolta un curiosa asta…

L’asta di venerdì sera si è presentata in modo completamente nuovo: non c’era una base d’asta, e tutte le opere sono partiti da zero Euro. Avevamo un battitore d’eccezione, il direttore del Dorotheum di Vienna, una tra le più prestigiose case d’asta del mondo, che era con noi gratuitamente, per simpatia nei nostri confronti. Gli altoatesini non amano far vedere che comprano, e nelle scorse edizioni abbiamo venduto molto di più al termine della serata, che durante l’asta stessa. 

Foto: Jasmine Deporta

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