Music

August 12, 2016

S(ch)ein – Giochi fragili nel forte di Fortezza

Mauro Sp
Domenica 14 agosto, alle ore 20, l'ensemble SonnAiér e il collettivo Reflexio renderanno il forte di Fortezza una cassa di risonanza per nuove consapevolezze, uno specchio in cui guardarsi e (ri)pensarsi, oltre l'apparenza.

I forti difendono, custodiscono, vegliano su strade e valichi, marcano confini.
Al Forte di Fortezza è capitato l’ingrato destino di non poter assolvere al proprio dovere militare. La grande costruzione, salvo i dispetti del tempo e i capricci della viabilità stradale, si conserva integra nei secoli, “vergine di guerra” come il protagonista del Deserto dei Tartari di Dino Buzzati.

A dare nuovo e costruttivo senso alla fortezza ci pensano le iniziative culturali che essa ospita. Mostre, installazioni, concerti e performance artistiche rendono pulsante una struttura tanto rigida da resistere agli attacchi del nemico, tanto grande da poter essere riempita dalle voci e dai suoni che in essa si levano.

fortezza

In questo particolare scenario, domenica 14 agosto, si svolge la seconda edizione di S(ch)ein – Giochi fragili. Durante la manifestazione, l’ensemble SonnAiér, composta da Priska Comploi, Nathan Chizzali, Esther Crazzolara, Katharina Egger, Johannes Heim, Vittorio Zanon e la solista Aura Elena Gutièrrez eseguiranno brani del repertorio barocco e contemporaneo. Durante il concerto, le installazioni luminose del collettivo artistico internazionale Reflexio sveleranno e riplasmeranno spazi, intrecciando l’impalpabile sostanza di cui è fatta la luce con l’immateriale presenza musicale.

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Giochi fragili, dicevamo, è il sottotitolo scelto per la manifestazione: in questo concetto si trovano la frivolezza e la caducità dell’apparire, il gioco del mostrarsi. Attività sommamente barocca e oggi più che mai attuale, la rappresentazione del sè e dell’ambiente, con le rispettive distorsioni e idealizzazioni, diventa il punto di incontro tra due epoche distanti da un punto di vista cronologico, ma tangenti, perchè accomunate dallo stesso peccato di vanità.

La luce e il suono, capaci di abbagli e distrazioni, offriranno al pubblico spunti di riflessione e tracce di consapevolezza. L’immateriale artistico diventerà fondamenta per i sicuri fortilizi delle nostre – sempre più rare certezze.

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