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May 26, 2016

Linda Jasmin Mayer: immagini di mondi paralleli

Mauro Sperandio
Fino al 29 maggio, il Circolo Artistico e Culturale Gardena di Ortisei ospita Parallel Worlds, un'installazione multimediale realizzata da Linda Jasmin Mayer. Scopriamola attraverso le sue parole e i suoi scatti.

Un viaggio lontano, in un luogo inaccessibile come l’Artico, può diventare l’occasione per rivalutare la realtà che ci è solitamente vicina, a portata di mano. Nelle immagini e nelle parole di Linda Jasmin Mayer – visual artist meranese, ma trapiantata a Helsinki e Copenhagen – il racconto della sua esperienza di viaggiatrice e artista.

 

Come nasce l’idea di questo lavoro?

Nel ottobre 2015 ho partecipato ad una spedizione su una barca vela nel Mar Glaciale Artico, a bordo, oltre l’equipaggio,  c’erano 27 residenti tra cui artisti, scrittori e scienziati. Per quasi tutti questa esperienza era la realizzazione di un sogno, un’occasione che portava con sè tante aspettative, nei confronti del paesaggio e dell’esperienza in sè.  
Tra le persone conosciute durante la navigazione ho incontrato Judith Goudsmit, sceneggiatrice olandese che vive a New York. Istintivamente abbiamo iniziato a collaborare, osservando la gente che cercava di realizzare progetti nella realtà artica, idee pianificate molto tempo prima, ma che spesso non risultavano concretamente realizzabili.
Per tutti noi sulla barca, il paesaggio artico ha avuto un  forte impatto e tornare nella realta’ urbana non è stato facile …

linda jasmin mayer

Cosa sono questi mondi paralleli? Spazi da cui fuggire? Spazi in cui rifugiarsi?

Il fatto che per noi sia stato tanto difficile tornare alla nostra quotidianità potrebbe averci indicato che nella vita urbana forse ci sono dinamiche che potrebbero essere affrontate diversamente, permettendoci di vivere il presente in un modo piu focalizzato, essendo meno distratti e più soddisfatti di quello che abbiamo.
Nell’Artico, di fronte a ghiacciai vecchi migliaia di anni,  ci è capitato di percepire come nè passato nè futuro avevessero piu cosi tanta importanza. Contava invece il momento.
Quindi, in qualche modo, per noi l’Artico era, e ancora è, un mondo parallelo al nostro mondo reale e quotidiano, che ci permetteva di vivere il presente con consapevolezza e attenzione.

linda jasmin mayer

Che funzione ha la macchina fotografica nell’accesso a questi mondi?

Non penso ci sia una conessione stretta tra la macchina fotografica e i mondi di cui sto parlando, a meno che non vediamo la fotocamera come una macchina per riprendere, raccogliere e collezionare l’aspetto visuale del paesaggio artico che ci ha dato tanta tranquillita’.
Forse la macchina fotografica è il confine tra il mondo reale e la ripresa. Ed è anche il mezzo per ri-creare questi mondi paralleli.

linda jasmin mayer

La macchina fotografica è uno strumento “solitario”, un buco di una serratura in cui si può guardare solo una persona alla volta. Come vivi la collaborazione con altri artisti? Cosa ti aiuta a vedere la tua macchina fotografica?

La mia macchina fotografica non mi aiuta a vedere, ma a inquadrare. Vedo il mondo attraverso i miei occhi con un angolo visuale molto ampio, quando utilizzo la macchina fotografica o effettuo delle riprese la questione in gioco è l’inquadrare, lo scegliere una prospettiva.
Altra questione fondamentale è la tempistica. C’e un ritmo diverso in queste riprese, prevale la lentezza.
Direi quindi che la macchina fotografica mi aiuta a vedere i dettagli e a soffermare l’occhio per un po’ su uno stesso punto di riflessione.

linda jasmin mayer

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