Culture + Arts > Architecture

May 18, 2016

BAF
Bolzano Bozen Architecture Festival

Mauro Sp
Dal 18 al 21 maggio, a Bolzano si terrà la prima edizione del BAF - BolzanoBozen Architecture Festival. Seguiamone le tracce a volo d'uccello...

Mancano poche ore all’apertura del primo BAF, il BOLZANO BOZEN ARCHITECTURE FESTIVAL, un’iniziativa che sicuramente mancava in città e che ha trovato vita grazie alla mente vivace di quattro bolzanini under 30 e al sostegno della Fondazione Architettura Alto Adige.

Avviciniamoci con curiosità a questa manifestazione e facciamolo a volo d’uccello, come se ci affacciassimo su una grande planimetria che rappresenta la compenetrazione della città con i temi e lo svolgimento del BAF stesso.

Da lontano, lo sguardo sull’insieme, cogliamo il manifesto del festival:

Stimola uno scambio interdisciplinare

(l’incontro di saperi è un’occasione di arricchimento e scoperta di strade inesplorate)

Celebra l’architettura e le persone che la utilizzano

(come sono tristi gli esercizi di stile fine a se stessi!)

Mette al centro i luoghi d’incontro della vita quotidiana

(una città che incentiva ed agevola l’incontro tra i cittadini è la città a misura di cittadino)

Lo zoom che sfiora la terra, vediamo chiaramente tre figure: Michele Degiorgis, Giulia Motta Zanin, Matteo Graziosi, gli ideatori del Festival.

BAF-team

Sollevandoci da terra, sopra gli edifici, vediamo come il programma marchi un percorso attraverso le strade di Bolzano, concretizzando la riflessione e punteggiandola di installazioni. Seguiamone lo snodarsi:

Palais Campofranco, cortile interno:

Qui si svolgono workshop e laboratori, alcuni dedicati alle scuole, altri aperti a tutti:

UrbanDesign con materiali riciclati.

Design your city per la realizzazione di un’opera che verrà esposta in un luogo pubblico della città.

120.000 code di castoro, per trovare una possibile strategia di decoro urbano spontaneo che valorizzi i beni dismessi.

Presenza evanescente ma tangibile, spazio etereo ma concreto: La pillola di Benjamin è una grossa bolla bianca che ospita persone e idee. Uno spazio funzionale al pensiero, in cui le idee prendono forma e danno forma.

PIAZZA UNIVERSITÀ, LIBERA UNIVERSITÀ DI BOLZANO

An Image in a Space: il fotografo e architetto olandese Bas Princen presenta la sua chiave di lettura della realtà urbana contemporanea, per cogliere le criticità dei nostri centri e scoprire inattese meraviglie.

Camden e il futuro dell’umanità: Flavio Pintarelli parla di archietture ostili e di come esse descrivano il mondo e le società che lo popolano.

VICOLO PARROCCHIA, PALAIS CAMPOFRANCO:

Città a tutto mondo: tre giochi da tavolo ambientati a Bolzano, tre divertenti occasioni per scoprie la città e la sua multiculturalità. Un progetto di Erica Baffico sviluppato in collaborazione con Akrat Re-cycling.

Erika Baffico RisikoBZ

Flash Talks curati da About, Wir sind Plural, Angolazioni Urbane, Sigi Ramoser – Whispering Rooms

Osserviamo Bolzano e il BAF dall’alto e, come in un gioco di scatole cinesi, ci troviamo catapultati in un altro ambiente: Portraits from above – Hong Kong’s informal rooftop communities è una mostra fotografica che si occupa degli insediamenti costruiti sui tetti della città di Hong Kong, baracche “cresciute” in cima ad edifici “in posizione centrale, con bella vista”, periferie centralissime.

baf

VIA DELLA MOSTRA, EX NEGOZIO ARMANI

Nell’oscurità, parlano le immagini. Zeit ist Held / Il tempo è eroe di Wir sind Plural è un’installazione interattiva che ci parla del tempo, di quello scandito dal sorgere e tramontare del sole e di quello “sovrannaturale” che l’umanità cerca attraverso convenzioni o mezzi che permettano una contemporaneità diffusa.

Unfinished Italy di Benoit Felici (FRA) ci mostra la cruda realtà di tanti edifici non finiti, idee e funzioni rimaste allo stato embrionale, corpi in cemento che invecchiano senza mai essere stati adulti.

VIA ARGENTIERI, EX BAR BLUE MOON

WO.ANDERS: leben nach der Flucht della Facoltà di Architettura di Innsbruck: nuove idee per una cultura del vivere assieme, domande e risposte alle esigenze derivanti dall’arrivo di nuovi cittadini.

The inflatable House di Gerald Haselwanter (AUT): una casetta gonfiabile prende forma in uno spazio inutilizzato, un “gioco” che altera la percezione dello spazio e suscIta interrogativi sulle necessità e i problemi del quartiere.

THINK TANK SUD della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano propone nuove idee per il sud del capoluogo bolzanino.

Foto: BAF

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