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February 13, 2014

20 luglio 1969, Luna

Roberto Tubaro


Davanti agli occhi di centinaia di milioni di spettatori incollati alle TV di tutto il mondo, increduli e meravigliati da questo spettacolo “spaziale”, Neil Aldein Armstark è entrato nella storia come primo uomo e primo altoatesino a mettere piede sulla luna. Il programma spaziale Apollo 11/AHuhn 11 è stato quindi un successo senza precedenti, per la gioia di tutti ma, soprattutto, per la gioia di colui che ha creduto a questo progetto dalla nascita della PASA (Ente Provinciale per le attività Spaziali e Aeronautiche/Provinz Luft- und Raumfahrtbehörde) ad oggi: il Presidente della Provincia Silvius Magnago. L’Obmann dell’SVP, dopo aver assistito orgoglioso all’allunaggio, ha dichiarato che “da ora in poi l’Alto Adige non dovrà più temere alcun tipo di confronto con le altre potenze internazionali. Questo non è alto che il primo passo per un esportazione del Südtirol oltre i confini terrestri.”

La promessa è quella di un nuovo Alto Adige extraterrestre, lontano dai dissapori locali e dalle polemiche etniche, un luogo da colonizzare in pieno stile autonomistico sudtirolese. In qualche modo si può affermare che la Luna si prepara a diventare il primo pianeta autonomo dell’universo. Pianeta, sí, non satellite: è così che oramai viene considerato il conquistato corpo celeste. 

Per lasciare un segno della nostra conquista lunare, Armstark e Edwin Eugene von Aldrin (il secondo a mettere piede sulla superficie lunare) hanno allestito una sorta di “scenario sudtirolese”. A grandi balzi sono riusciti a srotolare il tappeto d’erba altoatesina, un’erba geneticamente modificata in grado di resistere alle condizioni lunari. La speranza è che faccia presa sul desolante suolo lunare espandendosi in modo tale da ricoprirlo interamente. Su questo tappeto hanno piantato la Bandiera altoatesina, hanno lasciato una cassa di mele della Val Venosta e hanno posizionato una targa bilingue con su scritto:

“Qui uomini dall’Alto Adige/Südtirol
fecero il primo passo sulla Luna
Luglio, 1969 d.C.
Siamo venuti in pace per tutta l’umanità.
Ma soprattutto per l’altoatesinità”

Non è stato semplice scegliere cosa portare come simbolo della nostra terra. Nel corso degli ultimi mesi sono state molte le opzioni discusse dal Consiglio Provinciale:  lo speck, i canederli, un piatto di pasta, il Rosengarten, il monumento della Vittoria, le mucche, una rana crocifissa, una stella alpina, una scultura di ghiaccio, un’aquila rossa, una bottiglia di vino, un dizionario Italiano/Tedesco/Ladino, un cartello “Los von Erde”, un pacchetto dell’Autonomia, un maso e una centrale idroelettrica. Non senza grandi polemiche la scelta è caduta sul latte, sulle mele e sulla bandiera sudtirolese. “Il latte – ha dichiarato Valentino Moroder, responsabile marketing altoatesino – è simbolo del candore della nostra terra, frutto delle nostre mucche fiere di essere sudtirolesi. Il suo contenitore spaziale è in grado di mantenerlo fresco e bevibile nel caso in cui una forma di vita extraterrestre avesse la fortuna di trovarselo di fronte durante una visita galattica.” Stesso discorso vale per le mele, nella speranza che non vengano scambiate per delle bombe o armi similari. Non si è fatta attendere la risposta di Franz Magazzadro, giornalista indipendente:  “In questo modo il Sudtirolo sembra essere la terra delle mucche e delle mele! Complimenti! La nostra terra è molto di più, col tempo lo capiranno tutti.”

Nonostante le grandi polemiche tutto si è svolto senza intoppi e senza grandi complicazioni grazie alla straordinaria efficienza della macchina organizzativa sudtirolese.

Quali saranno ora le prossime novità? La prima, sensazionale, ha a che fare con il nome della nuova “extraterra” sudtirolese. “Stiamo valutando la possibilità di cambiare il nome di Luna in Lana, in modo tale da ritrovare un toponimo altoatesino che sia uguale in lingua italiana e in lingua tedesca.” ha aggiunto Moroder. “Lana diventerà un grande Sudtirolo, con montagne, prati, sole, ruscelli, mari, vino, mele, e tutto ciò che possiamo incontrare nella nostra amata terra. Anzi, molto di più: saremo gli unici che potranno vantarsi di una straordinaria vista di quello che, di fatto, sarà il nostro satellite: la terra.”

Leggi la cronaca della partenza dell’Apollo 11/AHuhn 11 su: http://franzmagazine.com/2013/01/31/tutto-il-mondo-e-paese-06-bolzano-16-luglio-1969/

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