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March 14, 2013

Intruders #03. bolzanini scettici e stranieri felici a Bolzano, città degli aperitivi

Tessa Moroder

Dopo 10 anni spesi a fare l’Intruder in giro per il mondo “decido” di tornare a Bolzano e, pur essendo nata e cresciuta qui, mi trovo a fare l’Intruder nella mia stessa città. Sì, perché la città che avevo lasciato nel 2000 era totalmente diversa dalla città che ho ritrovato nel 2010. Quasi non la riconosco, le persone che frequentavo allora non vivono più qui o si sono ritirate nella vita di campagna, mentre in giro circolano tante facce nuove. Nei 10 anni precedenti è nata l’università, che porta a Bolzano studenti trilingui da ogni dove, l’Eurac si è ingrandito e con lui il numero di ricercatori multiculti e in più Smg e Bls hanno iniziato a far sapere al mondo intero quanto è bella la nostra piccola provincia, e quanto è bello vivere e lavorare qui.

Non c’è da sorprendersi che girando per il centro di Bolzano non siano più solo l’italiano e il tedesco, le lingue sentite, ma anche l’inglese, lo spagnolo, il francese, e chi più ne ha più ne metta. Ma chi sono questi Intruders, cosa fanno qui, come si trovano nella nostra provincia non propriamente nota per l’apertura verso il nuovo? Per capirlo abbiamo invitato Magdalena Cornejo (argentina, 30 anni, architetto, vive a Bolzano da 5) ad un piccolo aperitivo con franzmagazine e per capirlo ancora meglio le abbiamo chiesto di portare alcuni amici Intruders come lei. Alla fine arrivano in 5, Alexandra Theoktisto, venezuelana, Natassa Routou, greca, Alejandro Devalle e Mario Assis entrambi argentini.

La comitiva franzisch è composta da Kunigunde Weissenegger, SouthTyrolMontanara, Barbara Elias da Rocha, Brasil e Tessa Moroder, SouthtyrolLadinaToscana.

Iniziamo: innanzitutto scopriamo che solo una di loro è arrivata in provincia per amore mentre tutti gli altri sono qui per lavoro. Ci chiediamo subito se è più facile conoscere persone del luogo se si è single e qui per lavoro. Ci dicono di no. Non è che manchi la voglia o la disponibilità, il problema principale sembra essere che le attività fatte da chi viene da fuori, vengano fatte quasi sempre solo da altri Intruders come i corsi di lingua etc.. O che frequentando l’ambiente universitario o l’Eurac, spesso è semplicemente più facile fare amicizia con persone che stanno vivendo la stessa esperienza. Pochi di loro hanno amici locali, ma, “giustamente – dice Magdalena – quando per un periodo ci si trova da soli, perché gli altri man mano tornano a casa, si è costretti a fare conoscenze nuove”.

Non sembra un problema specifico dell’Alto Adige, dunque, mi ricorda infatti la vita di ogni studente fuorisede che alla fine conosce solo altri studenti fuorisede.

Alla domanda cosa vi piace di Bolzano tutti gli argentini rispondono in coro: lo stile di vita, l’aperitivo. Kunigunde ed io restiamo sbalordite. Ma com’è possibile che una banda di argentini dica che la cosa più bella dell’Alto Adige sia lo stile di vita? Ci stiamo perdendo qualcosa? La risposta di Alexandra, ci spiazza ancora di più: “ciò che mi piace dell’Alto Adige è che qui il darsi da fare viene premiato, le persone vengono valutate per le loro capacità, il successo dipende solo dalla persona stessa”. Che è esattamente il contrario di ciò che ti direbbe qualsiasi persona nata e cresciuta qui. Mario, ha delle ragioni che troviamo già più facili da comprendere: gli piace l’attività all’aperto, la pulizia della città, il rispetto delle regole e le distanze ravvicinate. Aiuta anche che gli piacciano anche le ragazze altoatesine, anche se mi chiede di non dirlo (Scusa Mario, questo ci fa troppo piacere per non dirlo!).

Troppe cose belle, iniziamo a gasarci, questo è il paese più bello del mondo, ma perché non vengono tutti a vivere qui. Iniziamo a stuzzicare, dai, non sarà mica tutto perfetto qui, diteci cosa non vi piace, dai, dateci qualche feedback negativo. Pian piano prendono confidenza, e iniziano: il conflitto italiani–tedeschi, la musica dal vivo che deve smettere troppo presto, i pregiudizi nell’affitto della casa (non verso di loro, ma verso il coinquilino di Mario, che è marocchino), i supermercati che chiudono anzitempo, i film doppiati, le bici rubate. Ma alla fine anche qui Natassa dice una cosa che ci stupisce: “quello che non mi piace di Bolzano è che ci sono troppi bolzanini che si lamentano della città. Se proprio non ti piace, prendi le tue cose e vai via”.
[effettivamente, spesso la prima domanda fatta ad un Intruder da un Bolzanino è "cosa ci fai qua?" (con faccia stupita ed incredula) e la nostra Barbara, dice "basta, non chiedetelo più!"]

Ecco, lo sapevo. Colpita e affondata. Però che bello parlare con questi ragazzi, che bello sentire le loro storie e che stanno bene qui, che sono felici e non hanno intenzione di andarsene. Sarebbe bello conoscere più Intruders per poter vedere la provincia dai loro occhi.

franzmagazine racconterà tante nuove storie di Intruders e per chi non può aspettare, l’appuntamento è stasera, giovedì 14 al MUSEION PASSAGE dalle 18 alle 22.
Ci sarà da bere, da mangiare, tanta musica, e il Museion offrirà una visita gratuita in italiano, tedesco ed inglese alle ore 19.
Non perdetevelo, anche perché  - parola di argentini – una delle cose migliori a Bolzano, sono gli aperitivi!

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