Music

July 23, 2012

Sosteniamo la cultura, senza distinzioni tra “alto” e “basso”

Franz

Questa mattina, dopo una sofferta riunione di redazione, abbiamo deciso di rimuovere l’articolo pubblicato il 22 luglio e recante il titolo “Carl Orff vs. Steve Aoki (Carmina Burana vs. Electro House Music)”. Abbiamo raggiunto, infatti, la conclusione che tale articolo, pur essendo la libera e legittima espressione della personale opinione di uno stimato collaboratore, contenesse elementi in assoluta dissonanza rispetto alla visione strategica, editoriale e culturale del magazine, e quindi potesse finire per danneggiare la sua immagine, coerenza e credibilità.

Franz non sostiene in alcun modo la distinzione tra “cultura alta” e “cultura bassa”, tra “spettacoli di serie A” e “spettacoli di serie B”, e non valuta gli eventi in base al genere proposto né, tantomeno, in base al tipo di spettatori presenti e ai loro comportamenti/attitudini. In linea di principio, un festival di musica elettronica ha per Franz la stessa dignità culturale di un concerto di musica classica, e la distinzione può semmai attuarsi tra un buon festival di musica elettronica e uno cattivo, tra un buon concerto di classica e uno scadente. Franz sostiene la cultura di qualità, senza ulteriori aggettivi, e sostiene i sostenitori della buona cultura nel senso più lato possibile, siano essi organizzatori, promotori o comuni fruitori.

Cogliamo l’occasione per ribadire la nostra stima agli organizzatori di Love Electro (di cui Franz è sostenitore, oltre che mediapartner) e per porgere le nostre scuse ai lettori di Franz per l’accaduto.

La Redazione

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There are 29 comments for this article.
  • Francesca Rapallo · 

    Cara redazione,
    ho letto l’articolo e lo ho trovato bellissimo, ironico da lasciare senza parole
    E’ una delle cose più belle che ho letto su franz. La vostra nota, invece è di una redazione spaventata e impaurita che OBBEDISCE. Il tono che avete usato contro il vostro MIGLIOR collaboratore mi fa capire che siete dei dilettanti. A parte rare eccezioni, lui è l’unico dei vostri che quando scrive non sviolina l’istituzione di turno….

    Ad alessandro voglio dire che non è lui a dovere dire a uno che scrive un articolo quali sono le domande che si deve fare. quelle sono le domande che tu volevi fare, allora scrivi un articolo e falle tu.

    L’articolo era divertente e assolutamente originale, ma forse a voi di franz pestare i piedi a qualcuno vi costa troppo, ecco perchè scrivete sempre bene di tutti.

    • Alessandro · 

      Penso che bisogna porsi delle domande quando si parla di qualcosa che non si conosce…. Non è un fatto di pestare i piedi a qualcuno, ma di essere coerenti con quello che si vuole trasmettere ai propri lettori… Sono un blogger pure io e queste cose le ho imparate durante gli ultimi due anni.

      Non parlare di ciò che non conosci e se lo fai, informati. Io non andrei mai a fare il paragone di un evento in discoteca, con un festival di 12 ore all’aperto ad esempio. Purtroppo però sono cose che non tutti capiscono. Quindi si apprezza una forma “semplice e secca” dove si parla solo degli alcolici consumati alla festa e di com’era vestita la gente…

      Questa a te sembra una forma di cultura per la recensione di un evento musicale?

      • Francesca Rapallo · 

        era un articolo ironico e bellissimo che non voleva parlare di quello che intendi tu…dopo due anni dovresti capirlo….

  • Alex · 

    Ironico io non lo ho trovato. Spocchioso semmai.
    L’articolo aveva un tono antipatico nei confronti della serata di musica elettronica. Ovviamente usare un tono o un’altro è un diritto di chi fa l’articolo, su questo non si discute. Ma con quel tono affermare che la gente avvrebbe ballato anche con il silenzio solo perchè giovane e magari con dell’alcol in corpo secondo me è un’inesattezza da non poco.
    Inoltre queste 3000 anime apettavano impazienti che l’ospite della serata suonasse la SUA (scritto in maiuscolo dal redattore come se non fosse sua, probabilmente non sapendo che sì lui PRODUCE e suona come Dj anche la SUA musica) musica, che è worldwide, conosciuta in gran parte del pianeta, dallo stesso tipo di pubblico che era presente al festival, perchè come potrete capire in 3000 persone, ci sono diversi tipi di persone anche oltre a quelle descritte. Sempre con quel tono poi si menziona l’accento del Dj/Produttore americano che parla in slang. Un dato importante che valeva la pena sottolineare e da mettere sulla bilancia per giudicare una serata di un festival.
    Può non piacere la situazione, sia chiaro, ma mio nonno sarebbe stato più lucido e contemporaneo nel descriverla e “recensirla”. Si ecco è stata fatta una “recensione” di un festival. E di solito le recensioni sono fatte da gente che se ne intende, come per i dischi ed i videogames. Perchè se il buon milanese andasse al Sonar, al Melt o in altri festival EDM la mia impressione da lettore è che si strapperebbe occhi e orecchie.
    Come se a Woodstock nel 69 fossero stati tutti musicisti e spoettatori sopra i 25, sani, composti, acculturati e musicisti. Eppure ho il sospetto che li ci saremmo voluti essere stati tutti….chissà il milanese cosa avrebbe scritto…!
    Comunque anche io sono contrario alla rimozione dell’articolo per quanto come si è capito, non mi piaceva per niente dal punto di vista professionale. (se DOVESSI andare a scrivere di una gara di pesca, per me noisissima ed assurda, di certo non scriverei inesattezze denigrandola solo perchè è ovviamente una gara di pesca…figuriamoci!)

    Detto questo su con la vita a tutti che c’è di peggio…keep in touch!

    A.

    • Jimmy Milanese · 

      Alex, accetto le tue critiche, legittime, facendoti notare che non ho recensito un festival, ma ho cercato di osservare comparativamente due fenomeni sociali che conosco approfonditamente, cogliendo in modo arbitrario, quindi contestabile, alcuni selezionati aspetti che mi hanno fatto riflettere, e sui quali sarebbe stato utile discutere.

      p.s. Melt 2008, io c’ero; Sonar 2009(credo), io c’ero; Plastikman abel night agosto 2007 io c’ero! Magari ho lavorato in discoteca anche qualche anno….

  • Alex · 

    Benissimo se sei stato a questi festival!! Quindi puoi comprenderebbe effetto potrebbe fare il tuo ( scritto benissimo!) articolo a chi non sa bene di cosa si parla. Un brutto effetto a mio parere. Non voglio polemizzare, credimi, ora che so che tu sai di cosa si parla do ancora più importanza sl fatto che sapendo di quello che scrivevi hai dato una brutta immagina del tutto. Molto riduttiva. Penso che non parleresti dei festival che ti sei fatto in questa maniera neanche ad in tuo amico!! Di sicuro quelli erano più grandi ma da noi questo c’è, e secondo me non siamo poi messi male, anzi, ce voglia di crescere e di far crescere quei 3000 in una nuova direzione musicale che si intreccia delle volte anche con uno stile di vita. Compito arduo come tutto il resto in questa regione, senza usate sovvenzioni da ambititi istituzionali. Concludo dicendo che a me il tuo articolo non e’ piaciuto e che da frequentatore di festival mi ha irritato. Anche per l’immagine distorta che può dare a chi non c’era. Un rispettoso saluto.

    • Jimmy Milanese · 

      Alex, ho rilevato quello che poteva vedere chi osservava e lo ho fatto nei momenti in cui non ero nella mischia e non ballavo.

      • Alex · 

        Si Milanese, capisco. Io non avrei mai capito dal tono dell’articolo che avresti potuto ballare nella mischia. E’ una mia opinione ma sembrava una recensione di uno sicuramente “contro” quello che stava vedendo/sentendo. Tu hai fatto il tuo lavoro e lo hai fatto bene, non si può accontentare tutti è vero, però questa volta forse hai capito che un’ironia o un”tono” di scrittura può essere interpretato mooolto diversamente da come si pensa. (a ragione o torto)

        Alla fine, e la metto veramente sull’ironico…ti è piaciuto o no sto festival?

        ;-)

        • Jimmy MIlanese · 

          Alex, se le critiche mi piovono in difesa del forte non mi va, se in discussione è invece come quel forte è occupato, allora si.
          Certo che mi è piaciuto. Ci sono andato, ho pagato il biglietto, e ho offerto un certo quantitativo di birre. Poi ho scritto un articolo che la redazione ha approvato, pubblicato, apprezzato, per poi prenderne le distanze.

          Invece, non mi piacerà mai vedere decine di ragazzi al di qua o di là del limite del coma etilico, scortati a casa dai genitori impietriti, e poi scoprire che chi questo festival lo organizza e, spero, ci guadagna, non accetta la riflessione di un mediapartner.

          • Alex · 

            Jimmy purtroppo l’abuso di alcol da parte dei giovani è un fenomeno radicato, è ovunque, limitare il festival a questo mi sempre riduttivo, tutto qui. Per esempio, per esprimere un giudizio positivo, DI DROGA NON VE NE ERA. Non c’erano trip, md o cocaina e anche di canne non c’era traccia. (ovviamente magari qualcosa c’era, ma di sicuro non era il festival della droga, così come non è stato il festival dell’alcol) Ecco io avrei parlato ANCHE di questo.
            Era un festival basato sulla musica.

    • Alex · 

      …mi dispiace dotto Marco, mi scuso perchè ho scritto con il cellulare in un posto rumoroso ed in più ero di fretta. Nel mio primo intervento fatto al portatile con calma forse sono stato più grammaticalmente corretto. Ma visto che ti sei sfoggiato in un monologo pieno di termini elevati…penso che si capiva che erano errori di battitura…tu dovresti arrivarci perlomeno.
      Cmq (posso usare abbreviazioni vero?) la vedo sterile come cosa criticare uno se uno digita male…forse sono più importanti i concetti, magari puoi criticarmi su quelli.

      Oppure tu, perso nell’oblio dell’autodeterminazione ad elevato conoscitore della lingua italiana rimani poggiato su un pendio, mirando il popolo in me racchiuso che esprime e sentenzia, come da storia e tradizione, con l’impeto e l’istinto che lo contraddistinque?

      Va la va la.

      • Alex · 

        Oddio ho sbagliato ancoraaaaa oddioooo ora che mi farai?

        Immerso nella mia vergogna, conscio che tutto ormai è vano, ti porgo l’addio come una stretta di mano.

  • marco · 

    Fuor di metafora il titolo sta per: se vogliamo continuare ad esistere dobbiamo metterci a 90° e parlare bene un po’ di tutto e di tutti, adottare un simpatico linguaggio di plastica e sostenere le piccinerie della culturalità territoriale, a prescindere.
    Soprattutto adorare, venerare i media partner e sacrificare all’idolo della miserabile microplutocrazia le riflessioni di un collaboratore che ha creduto in un progetto culturale aperto alle differenze e fondantesi su di esse.
    Sosteniamo la cultura, senza distinzioni tra “alto” e “basso”. È Franz, ma sembra il Minculpop!

  • Andrea Costa · 

    Fuor di metafora il titolo sta per: se vogliamo continuare ad esistere dobbiamo metterci a 90° e parlare bene un po’ di tutto e di tutti, adottare un simpatico linguaggio di plastica e sostenere le piccinerie della culturalità territoriale, a prescindere.
    Soprattutto adorare, venerare i media partner e sacrificare all’idolo della miserabile microplutocrazia le riflessioni di un collaboratore che ha creduto in un progetto culturale aperto alle differenze e fondantesi su di esse.
    Sosteniamo la cultura, senza distinzioni tra “alto” e “basso”. È Franz, ma sembra il Minculpop!

  • Leonardo Guerrini · 

    “la visione strategica, editoriale e culturale del magazine” è quella di sostener chi li finanzia…quindi immagino come sono obiettivi nei giudizi……

  • Alex · 

    Mi spiace per gli errori di battitura e di sintassi, ho scritto con il cellulare mentre mangiavo e qualcosa e’ sicuramente stato scritto male. Sperando che i concetti siano stati comunque compresi, mi congedo nella felice attesa della grammatica promessami dal colto signore di cui sopra si trova il nome!

  • Quit the doner · 

    che divertente che era l’articolo di jimmy milanese. Ah ah ah! Perché dannata redazione di franz l’avete tolto? Avevo preso due settimane di ferie per leggerlo tutti i giorni a mia nonna nella speranza che morisse.adesso la sua collezione di vibratori fosforescenti non sarà mia ancora per un sacco di tempo…

    che tu sia dannata redazione di franz!

    Lode imperitura invece all’uomo più sexy del pianeta jimmy clooney milanese l’uomo che seduce in egual modo violiniste e ballerine sedicenni senza neppure che loro se ne accorgano.chapeau

    Quit the doner